Un’edizione che sarebbe probabilmente piaciuta a Giorgio Gaber: se “libertà è partecipazione”, il pubblico di Link Media Festival ha dimostrato di volerla cogliere e respirare a pieni polmoni, festeggiando il programma della XII edizione – che si è conclusa domenica – con un’affluenza record e generosi sold out nella centralissima location di piazza Unità d’Italia, la Link Arena che guarda il mare Adriatico, ma anche nella sede istituzionale del Salone di Rappresentanza al Palazzo della Regione Fvg, dove molti panel si sono alternati nelle prime due giornate di Link, e nella terza location 2026, il Politeama Rossetti che ha ospitato l’evento clou, l’incontro con l’ex premier britannico Boris Johnson, accolto in esclusiva nazionale a Trieste.
Promosso e organizzato da NEM Nord-Est Multimedia, Il Piccolo e il Nordest, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti – Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia, curato da Francesca Fresa, il festival è stato polo culturale di attrazione in questo weekend: «Trieste – spiega la direttrice artistica Francesca Fresa – ha accolto con entusiasmo il nostro invito a scendere in piazza, informarsi, partecipare e confrontarsi. Il momento è delicato e complesso e condividere le riflessioni su quello che stiamo vivendo, in presa diretta con gli accadimenti eccezionali delle ultime settimane, è un’opportunità che la città ha accolto calorosamente, prenotando il proprio posto a sedere con grande preavviso e confermando quasi sistematicamente quella prenotazione con la propria presenza: un dato tutt’altro che scontato per gli eventi a fruizione gratuita».
Il festival ha espresso il bisogno di sentirsi parte di quello che accade nel mondo e che finisce per riguardarci, sempre. È stato la lettura concreta, seria e libera delle dinamiche che determinano il passaggio a nuovi equilibri e nuovi scenari, come è accaduto nel giorno conclusivo con il focus sulle tensioni serbe e la spinta delle nuove generazioni verso un cambiamento. Tra dimensione internazionale e sguardo saldamente puntato sui giovani, Link si è mosso coinvolgendo oltre 40 studenti delle Università di tutta Italia tra presenza ai panel, frequenza di masterclass e partecipazione a eventi mirati. «Con Link – afferma Paolo Possamai, direttore editoriale di NEM – Abbiamo offerto alla pubblica discussione una cinquantina di appuntamenti, sui temi di più stringente attualità sul piano internazionale, dalle crisi belliche alla questione dell’energia. E lo abbiamo fatto con voci di grande autorevolezza del giornalismo italiano ed europeo. Un contributo a far chiaro in una fase di inquietante incertezza. Un’edizione davvero speciale per Link, che marca sempre più la sua vocazione internazionale».

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“Devianti” al confine

Oggi, 14 aprile, appuntamento con la presentazione del podcast “Devianti. Storie di persone non conformi in una terra di confine” al Bar-Libreria Knulp di Trieste (via della Madonna del Mare 7a). Alle 18.30 il curatore del progetto, Gioele Peressini, lo storico Marco Reglia, Riccardo Tabilio autore del podcast e sound designer e la storica Anna di Gianantonio, moderati da Alessandro Cattunar, offriranno al pubblico un momento di confronto e approfondimento, mettendo in relazione il podcast e lo spettacolo documentario “La forma del maschio”. Progetto realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia in partenariato con Istituto regionale per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, Arcigay, Goriški Muzej, Puntozero soc. coop. e associazione Constraint ETS, “Devianti. Storie di persone non conformi in una terra di confine” ricostruisce e racconta le vite di persone perseguitate per il loro orientamento sessuale, per la loro identità di genere e per l’espressione della propria omosessualità. Intrecciando ricerca storica e audionarrazione, il podcast (la cui prima puntata è andata in onda lo scorso 31 marzo) restituisce voce a uomini e donne dimenticati, riportando alla luce le loro lotte e le loro forme di resistenza. Le quattro puntate tematiche, fruibili su tutte le piattaforme, si sviluppano seguendo il filo delle ricerche di Marco Reglia, autore del volume “Mascolinità devianti: dall’ex Litorale austriaco all’ex Venezia Giulia” (EUT Edizioni Università di Trieste, 2020), esito di un lungo lavoro tra documenti storici e archivi giudiziari. Al centro del racconto si colloca il Litorale Adriatico, territorio cruciale della storia contemporanea. Terra di convivenza tra comunità e lingue diverse ma anche di furiosi nazionalismi, punteggiata da città come Trieste, Fiume e Pola, quest’area è stata attraversata in pochi decenni da imperi, nazioni, guerre, confini mobili e ideologie violente. Zona di frontiera segnata da convivenze forzate, tensioni etniche e rigidi modelli normativi di virilità e femminilità, il Litorale si configura come un osservatorio privilegiato per interrogare l’intera Europa. Grazie a un disegno sonoro curato e alle musiche originali di Bruna Di Virgilio, “Devianti” accompagna chi ascolta in un’indagine complessa, alternando la ricostruzione della Storia a narrazioni capaci di trasformare sentenze, rapporti di polizia e atti processuali in storie di vita calde, empatiche, profondamente umane. Si tratta del racconto della repressione e del controllo, di identità negate e sopravvivenze ostinate: un podcast che guarda al passato per interrogare il presente, con le sue inquietudini e le sue lotte ancora aperte. Il progetto si inserisce inoltre in un percorso più ampio che ha visto la messa in scena dello spettacolo di teatro documentario “La forma del maschio”, di Gioele Peressini, debuttato nell’agosto 2025 a Gorizia all’interno di In\Visible Cities Festival e che nei prossimi mesi sarà programmato in Fvg e in altre regioni. Info su: www.quarantasettezeroquattro.it

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Fra gli eventi che hanno calamitato il pubblico triestino – e non solo – spicca certamente l’arrivo a Link Media Festival di Boris Johnson, in esclusiva nazionale: l’ex premier del Regno Unito è stato protagonista di un talk monitorato con attenzione anche dai media nazionali, in dialogo con l’editorialista NEM Marco Zatterin, nell’ambito di un evento che, al Politeama Rossetti sabato mattina, è stato introdotto dall’editorialista Marco Varvello e dal presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che ha commentato: «Boris Johnson offre un punto di vista autorevole e una visione privilegiata. Grazie alla sua vasta esperienza internazionale può fornirci una prospettiva meno convenzionale rispetto a quella che, purtroppo, caratterizza spesso il dibattito attuale. Disporre di un’analisi più distaccata, capace di delineare chiaramente il quadro generale, risulta prezioso anche per gli amministratori locali, chiamati a definire politiche efficaci a sostegno delle proprie comunità».
Oltre cinquanta gli appuntamenti in programma alla tre giorni di Link 2026, e oltre 70 le voci italiane e internazionali che si sono confrontate: molto attese le giornaliste Cecilia Sala e Marianna Aprile, che hanno ricevuto a Trieste rispettivamente il Premio Unicef/Link – consegnato dal Presidente di Unicef Italia Nicola Graziano – e il Premio Crédit Agricole Testimoni della Storia, consegnato dalla Direttrice regionale Crédit Agricole Italia Maria Teresa Innocente, nella serata inaugurale di Link Media Festival. In un programma articolato e di forte impatto per i temi trattati, sono intervenute questi giorni voci di riferimento dell’analisi geopolitica nazionale e internazionale: fra gli altri Andrew Hill, Eric Jozsef, Emiliano Fittipaldi, Neri Marcorè, Antonio Di Bella, Owen Matthews, Pietro Senaldi, Tiziana Ferrario, Giovanni Floris, Marco Zatterin, Marco Varvello, Giulio Gambino, Loretta Napoleoni, Andrea Iacomini, Carlotta Macerollo, Francesca Paci, Gigi Riva, David Puente, Irene Boni, Jelena Drenca, Marko Lovric, Stefano Giantin, Davide Sciacchitano, Giovanni Marzini, Moreno Zago, Don Dante Carraro.
Appassionanti anche gli incontri con i divulgatori, saggisti e artisti che osservano il nostro tempo e lo raccontano: l’esperto di innovazione Riccardo Luna ha guidato il pubblico fra social e algoritmi impazziti, La fisica e storyteller della meccanica quantistica Gabriella Greison ha saputo catturare l’attenzione del pubblico in un talk dedicato al tema delle “Esplorazioni”, parola chiave che ispira il nuovo numero del magazine del Gruppo Generali; ancora, lo scienziato Gianluca Petris ha spiegato come il suo team internazionale ha saputo “manipolare” i cromosomi umani, aprendo la strada alle terapie genetiche avanzate. E la docente Teresa Scantamburlo ha affrontato uno dei temi “trasversali” a questa edizione, trattando gli effetti collaterali e l’impatto etico e sociale dell’intelligenza artificiale.

La XII edizione di Link Media Festival è stata realizzata con la co-organizzazione del Comune di Trieste e di PromoTurismoFVG, con il contributo di Fondazione CRTrieste, con il patrocinio dell’Ordine Dei Giornalisti – Consiglio Nazionale, di Assostampa FVG e di Rai Documentari. Main partner Generali, partner Mundys, supporter Crédit Agricole, media partner Rai Radio 3 e Rai FVG; Con la collaborazione inoltre di Fake News Festival, partner tecnici CX Hotel, Libreria Ubik Trieste, Goccia di Carnia, illycaffè, Nonino e, per la parità di genere nel dibattito pubblico, No Women No Panel.
Link media Festival prosegue idealmente con i suoi speciali e le sue interviste, disponibili online qui: https://www.ilnordest.it/dossier/link- media-festival

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In copertina e all’interno immagini del festival in piazza Unità d’Italia.

(Foto Lasorte)

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